Blickwander

Ovunque inabissi l'ancora, il guardiano del cielo è sguardo.

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Utente: novalys

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martedì, 18 agosto 2009











































Seno ampio

Collina che sale



Sguardo disteso

Adagiato sulla tua fronte



Calma



Nel vicolo ombroso

Come un passo .



La curva del tuo braccio

Si culla dell'occhio stanco



Le luci riflette

D'artificio notturno:



Coprono le stelle

Sospese sui tuoi capelli

Riavviati dalla notte.










Postato da: novalys a 23:33 | link | commenti |

lunedì, 13 luglio 2009







Alla stazione.





Hai sospeso

in corsa

suoni d'attesa,





rilevata una particella

sullo sfondo,





immagine riapparsa

nell'istante,



svanita sul vuoto

delle cose.










Postato da: novalys a 15:02 | link | commenti |

venerdì, 03 luglio 2009















Che il tempo sia prestato


Al declinare sospetto


in un angolo senza luce


 


attratto al fine di brusche


cortine, opache


al fondo sbarrato


del cozzo con l’inutile.


 


 


Stamane disarmo l’ordito


Di queste grazie…


 








 

Postato da: novalys a 14:53 | link | commenti |

mercoledì, 17 giugno 2009






























…poggiasti la tua mano sulla mia. L’atto semplice, preceduto da un silenzio immemore sembrò smuovere l’identico silenzio che precedette il nulla. Rischiarasti con le parole quel segno, e niente più fu uguale a se stesso. Ieri sera ritornò alla mente distratto quel ricordo, celato sapientemente da quella volontà che lo rende muto, immobile nella memoria, perenne come i tuoi occhi.

Postato da: novalys a 23:05 | link | commenti |















Ascesa è la notte


tenera di luci


nei rintocchi


 


 


 


e nel respiro


quest’inganno


 


 


 


arido di sogni


a sfamarsi


nei tuoi occhi.




 


 





 


 


 


 


 

Postato da: novalys a 22:41 | link | commenti |

venerdì, 12 giugno 2009













Incompiuto






Conducimi a posare le tue mani

nel fioco riserbo delle tue noie,

nei tempi infruttuosi, nei giorni assisi

pallidi cristalli di sale spenti;



Costringimi a soffiare sugli occhi

ogni taciuto fremito d’esili giorni

inquieti, suggerisci a me con sospiri

parole che liberano i tuoi gesti interrotti...













Postato da: novalys a 23:30 | link | commenti |

sabato, 30 maggio 2009






A Peppino Impastato


 


 


Hai aperto gli occhi


e guardando


d’innanzi a te


il mare, già oscuro,


hai visto il primo aereo volare.


 


Hai stretto il pugno


mormorando


in esso quell’idea


l’idea che l’uomo stringe


in sé la vita


e l’intelletto


come l’aria che strinse


le tue parole


e l’ultimo grido


che risuonò quella notte.


 


 


Uno scoppio


coprì in un ruggito


le ultime tue


parole ironiche


sul mutismo


delle gente


e di chi vuole


l’uomo schiavo


 


 


delle proprie debolezze


senza ragione immerse


nell’oblio della libertà.

Postato da: novalys a 21:40 | link | commenti |

mercoledì, 01 aprile 2009











To L.




L’aria abbraccia savia

la linea del tuo naso,

riluce esposta

la dolce curva

delle tue labbra,

incauto invaso d’ombre.



Arcate d’ambra

sormontano l’iride,



onde di riverberi

le sfiorano lente,

sempre in movimento:



un’alba docile

che ascende

sotto il mio sguardo

silenzioso.











Postato da: novalys a 19:48 | link | commenti (1) |















Phaenomena Mundi.



La luce filtra l’incoscienza del tuo silenzio

nel vivere quotidiano. I passi si fanno da soli

come le parole impensate

della ripetizione cortese degli incontri di ogni giorno.



Siamo caduti tu ed io.

Io nel mondo, tu

nella discordia dei progetti,

nei sogni.

Si aprono le scale come ventagli grigi,

le porte trasparenti

nel silenzio di tutti questi mattini

non si sono mai richiuse.



Sono ritornato

per non andarmene mai più.

Tutto è ancora qui

nelle feritoie infinite del mio cuore,

e il suo respiro

vela l’immagine del mondo.













Postato da: novalys a 19:47 | link | commenti |

giovedì, 26 marzo 2009















Tanto tempo fa,

breve in realtà, un vento

calibrava parole,

una nuda carezza,

sulla tua nuca.



Ruotando, un soffio

di sole sul viso,

vi si posava docile,



e limpido risuonava

il suo biancore

ferendo gli occhi.








Postato da: novalys a 23:46 | link | commenti |